Qualche anno fa un gruppo di ricercatori statunitensi svolsero una indagine su di un gruppo di loro connazionali, e affermarono che anche se l’aumento medio di peso provocato dall’alimentazione del periodo di festa risultava in realtà inferiore a quanto comunemente affermato (2-3 kg reali), esso andava considerato egualmente pericoloso, in quanto l’atteggiamento più diffuso era quello di disinteressarsene e di non impegnarsi per recuperare il peso iniziale nei mesi successivi. In questo modo anche un aumento relativamente limitato contribuisce, nel tempo, a quel progressivo incremento del peso corporeo che è così comune fra gli adulti nell’epoca attuale.

 

Siamo completamente d’accordo con queste affermazioni. Prendere uno o due chili durante il lungo periodo delle feste è abbastanza comune ed anche parzialmente giustificato. Quello che conta è sapere che solo una parte di questi chili è rappresentata realmente da tessuto adiposo, e decidere comunque di reagire a questa nuova situazione, rendendosi conto del problema (il che vuol dire, pesandosi alla fine delle vacanze: la bilancia  è un utile strumento , se usato saggiamente!) e affrontandolo in modo corretto e ragionevole.

 

Cosa si intende con questi termini? E’ semplice. Banditi gli inutili sensi si colpa, che ci spingono a soluzioni “punitive” (giornate di digiuno, la abolizione di un pasto, giornate nelle quali ci si concede un solo alimento, dalle barrette alle banane e alle uova sode, ed altre stranezze del genere), bisogna programmare un graduale ritorno al peso precedente alle feste secondo pochi basilari principi:

 

1) farsi consigliare una dieta ipocalorica controllata, di circa 7-800 calorie inferiore al reale fabbisogno, ben distribuita nella giornata, impostata su piatti unici e su porzioni più piccole, con ampio uso di frutta e verdura, ridotta presenza (ma non esclusione!) di pasta e pane, pochi grassi e (per qualche settimana) senza alcool, formaggi e insaccati. Insomma, restrizioni un po’ su tutto, ma con equilibrio e non con un solo cibo da colpevolizzare;

 

2) aumentare l’attività fisica, imponendosi almeno frequenti lunghe passeggiate di buon passo e limitando il numero di ore trascorse al computer o davanti alla televisione;

 

3) ignorare gli avanzi delle feste rimasti in casa, o inscatolandoli o regalandoli (il boxing day degli inglesi) oppure surgelandoli in piccole porzioni per usarli poi man mano;

 

4) programmare la perdita di peso (quella giusta va dai 500 ai 1000 grammi a settimana) secondo l’aureo slogan per il quale “i jeans che mi andavano bene il 20 dicembre devono rientrarmi il 20 gennaio …”

 

Fra l’altro va ricordato che l’inizio dell’anno può fungere da stimolo, perchè è anche il momento dei buoni propositi, il momento giusto per cambiare abitudini, e gennaio e febbraio sono due mesi tranquilli, con poche feste, adattissimi per adottare un diverso stile di vita. Muoversi di più e alimentarsi per un certo periodo suddividendo i pasti e limitando o eliminando ciò che è solo voluttuario non solo è utile per liberarsi del peso in più conseguente agli eccessi festivi ma anche educativo per il futuro.