Il gelato è un alimento completo? Di per sé no, ma vanta un valore nutritivo non trascurabile, specialmente se accompagnato da cialde, biscotti, frutta secca.

Il componente più rappresentativo è il latte, seguito da panna, tuorlo d’uovo, zucchero, caffè, cacao, frutta e aromi vari. Quindi può fornirci, sia pure in non elevate quantità, glucidi semplici e complessi (da cialde e biscotti), proteine di buon valore, grassi facilmente digeribili, e alcuni minerali e vitamine. A seconda della composizione, l’apporto calorico per 100 g oscilla da 140 calorie (gelati alla frutta) fino a 300 (gelati al latte, alle creme). I primi contengono meno grassi, calcio e proteine e più vitamine. I secondi possono arrivare a fornire in 100 g 4 g di proteine, 13-14 di grassi, 20 di zuccheri e 160 mg di calcio (su un fabbisogno quotidiano di 800-1200).

 

Il gelato può sostituire il pasto? Anche se il valore nutritivo è discreto, a seconda degli ingredienti, al risposta deve essere parzialmente negativa: la sostituzione non può essere né abituale né frequente.

Infatti, se l’apporto calorico (300-400 calorie per una coppa o per certi prodotti industriali molto diffusi) può equivalere a quello di un piccolo pasto o di un panino, lo stesso non vale né per il valore nutritivo né per la capacità di dare una sufficiente sensazione di sazietà nelle ore successive.

 

Quali le maggiori differenze fra gelato artigianale e gelato industriale? In sintesi si può dire che, a parità di peso, il secondo fornisce meno calorie (viene incorporata una maggiore quantità di aria nell’emulsione grasso-acqua) e offre ottime garanzie di sicurezza igienica. Ma neanche il buon gelato artigianale presenta problemi sotto questo profilo.

 

Quando è perché consumare il gelato? Va benissimo per spuntini e merende, può essere una gradevole via per far assumere più latte a chi ne beve troppo poco, è una valida alternativa per integrare l’alimentazione in caso di inappetenza, di febbre, per chi ha problemi di masticazione; è la migliore scelta come dessert perchè fornisce meno calorie di qualunque altro tipo di alimento dolce.

Inserirlo nelle diete dimagranti è quindi un’ottima idea per non privare il paziente del sapore dolce e per consentire una migliore adesione alla dieta stessa.

 

Preso dopo il pasto può provocare fastidi? No, a patto che venga assunto lentamente, deglutendo il boccone quando è già disciolto. Meglio a fine pasto che 1-2 ore dopo.

Può esserci una possibile controindicazione per chi soffre di dissenteria, gastrite o colon irritabile (il freddo stimola il riflesso gastrocolico, attività nervosa che favorisce i movimenti intestinali), ma se ingerito secondo i consigli riportati sopra, arriva allo stomaco ad una temperatura molto meno bassa di una bevanda gelata.

 

Il gelato possiede altri pregi meno noti? Oltre all’ottima digeribilità e all’apporto di calcio e di bune proteine del latte e dell’uovo, recenti ricerche hanno riconosciuto al gelato al caffè e al cioccolato anche il merito di apportare dosi non trascurabili di polifenoli antiossidanti.

 

Quali vantaggi offrono i gelati preparati con il latte di soia? Sono indicati per chi è allergico alle proteine del latte vaccino o intollerante al lattosio, e per chi presenta una ipercolesterolemia.