Gli esami in genere, e non solo quelli di maturità, rappresentano eventi molto stressanti che possono portare ad inappetenza e insonnia, e quindi ad una perdita dipeso, anche perché viene iperstimolato il sistema nervoso simpatico provocando un maggiore dispendio energetico.

 

C’è però anche invece in queste situazioni aumenta di peso, perché reagisce in maniera opposta, ossia mangia di più per ricavare dai cibi più graditi (in genere i dolci, ma non solo) gratificazione e sensazioni di sicurezza: e i periodi di grande studio sono purtroppo anche periodi di maggiore sedentarietà!

 

Premesso che non esistono né diete particolari né integratori o alimenti speciali (pesce o altre fonti di fosforo) capaci di rinforzare la memoria o l’acutezza mentale, sotto esami non è il caso di imporsi l’ulteriore stress di sforzarsi di modificare la alimentazione abituale.

E’ vero che le cellule nervose, per funzionare adeguatamente, hanno bisogno di ricevere attraverso il sangue un continuo rifornimento di glucosio (uno zucchero semplice), il quale rappresenta il loro carburante esclusivo, ma il consumo di calorie indotto dalle attività cerebrali è molto scarso. Quindi lo studente sotto esame non va super alimentato per troppo amore, confondendo la inevitabile stanchezza mentale con quella, molto più “costosa”, legata alla attività fisica.

 

Insomma, ad una alimentazione più sana e corretta si penserà eventualmente dopo.

In questo periodo è importante seguire le poche semplici regole che seguono:

 

1) non mangiare di più e suddividere la razione quotidiana distribuendola in svariati spuntini e pasti più leggeri: una digestione laboriosa richiama il sangue nell’apparato viscerale sottraendolo al cervello e alle attività intellettuali e provoca sonnolenza;

 

2) concedersi una buona prima colazione ricca di fonti di carboidrati come pane, biscotti, fette biscottate, marmellata e miele oltre che di latte e yoghurt;

 

3) prevedere un’alimentazione basata soprattutto su frutta e verdura, oltre che su razioni moderate di pasta e riso (ottime fonti di “zuccheri”), riducendo i grassi e i piatti troppo elaborati;

 

4) Programmare le necessarie pause, riempiendole con il ricorso a latte, frutta, frullati, spremute e succhi di frutta, gelati e altri piccoli snacks;

 

5) bere molta acqua, sia perché fa caldo e si suda di più, sia perché l’ansia aumenta il transito intestinale facendo perdere più liquidi anche attraverso le feci.

 

E gli “aiuti”? Non eccedere con il caffè né con gli “energy drink”, dimenticare l’alcool, che deprime il sistema nervoso, i “ricostituenti cerebrali” vecchio stile, i prodotti farmaceutici stimolanti “neurotonici” e i preparati polivitaminici, a meno di casi particolari nei quali il miglior giudice sarà il medico di famiglia.

 

Piuttosto, sia per alleggerire lo stress che per non stare per troppo tempo inchiodati senza sosta al tavolino, è utile concedersi qualche pausa che distragga e permetta di svolgere un po’ di attività fisica, in palestra o in piscina o, meglio ancora, all’aria aperta. Si perderà qualche ora di studio, è vero, ma i vantaggi, in termini di benessere, di rendimento intellettuale e di concentrazione nelle ore successive, saranno sensibili.