Ieri 7 aprile, sul Corriere della Sera, il prof. Gustavo Ghidini, Presidente Onorario del Movimento Consumatori, in un breve articolo, dapprima ha esaltato la Carta di Milano (“manifesto culturale di EXPO’ “) come mezzo per “fornire ai consumatori razionali e trasparenti istruzioni dietetiche per favorire la prevenzione primaria di malattie legate al metabolismo” e poi ha raccomandato di compiere un ulteriore sforzo affinché “un diverso gruppo di lavoro di reputati dietologi, comunicatori e associazioni di consumatori ” elabori e porti al cittadino “linee guida di educazione al consumo ispirate in primis alla tutela della salute: istruzioni concrete, chiare e scientificamente fondate”.

 


Tutto bene. L’aspetto paradossale è che tali Linee Guida (appunto: “Linee Guida per una sana alimentazione italiana”) esistono presso di noi già dal 1986. Sono nate sotto l’egida del Ministero delle Politiche Agricole e sono state volute e curate sul piano scientifico dall’Istituto Nazionale della Nutrizione (poi INRAN), con il coinvolgimento di tutto il mondo scientifico nazionale ed anche, ovviamente, delle associazioni dei consumatori.

 

Fra l’altro, queste Linee Guida, contenenti una serie di informazioni e consigli su alimenti e alimentazione dedicati proprio al comune cittadino e quindi redatti con un linguaggio estremamente semplice quanto rigoroso dal punto di vista scientifico, sono state già aggiornate due volte (nel 1997 e nel 2003) e diffuse gratuitamente in tutto il Paese, a più riprese, in circa 12milioni di copie, oltre ad essere consultabili sul web.

 

Una terza revisione è attualmente in preparazione, e sarà disponibile a tutti nei prossimi mesi.

 


Una realtà tutt’altro che trascurabile, quindi. Della quale è davvero strano sia all’oscuro proprio una personalità come il Presidente Onorario del Movimento Consumatori