Una recente indagine del Policlinico di Siena ha appurato che già a 13 anni un ragazzo su quattro e una ragazza su tre hanno fatto almeno una dieta. A preoccupare i medici senesi (ma non solo loro) è il fatto che risulta che i ragazzi ricorrano quasi sempre a diete “fai da te” ricavate dal passaparola, da internet o da giornali e riviste, scegliendo quindi come e quanto mangiare o da soli o affidandosi a fonti non autorizzate e non competenti.

La notizia ci costringe a tornare sulla rischiosità delle diete dimagranti auto-imposte, e in questo caso con una enfasi ancora maggiore, trattandosi di organismi in accrescimento e in una fase particolarmente delicata dello sviluppo.

Giova infatti ricordare che chiunque si sottoponga ad una dieta dimagrante ha bisogno innanzitutto di essere visitato e valutato con attenzione dal punto di vista clinico, e poi di essere consigliato sul regime da adottare e sul traguardo cui puntare, ed infine di essere seguito passo passo nel corso della dieta: questo sia al fine di interpretare correttamente le variazioni della composizione corporea che al fine di identificare il momento giusto per iniziare il mantenimento.

Tutte queste cautele sono ancora più necessarie per i ragazzi e gli adolescenti, sia per la particolare fragilità dei loro equilibri fisiologici e psicologici, sia per la loro vulnerabilità di fronte ad illusorie promesse di sistemi miracolosi per perdere peso in breve tempo.

Un esempio. Spesso i giovanissimi che vogliono dimagrire cercano di mangiare di meno (anche con l’avallo dei genitori) adottando una dieta “dissociata”, ossia eliminando da ciascuno dei pasti principali o il “primo” o il “secondo” piatto. E’ un sistema piuttosto semplice e in apparenza meno squilibrato di tanti altri. Eppure pochi anni fa un esame delle cartelle cliniche conservate in numerosi ospedali italiani ha permesso di accertare un netto aumento di casi di anemia da carenza di ferro (oltre a livelli insufficienti di svariate vitamine e minerali) proprio nelle ragazze che si erano autoimposte per mesi questa apparentemente innocua “dissociazione”. Questo tipo di anemia è spesso presente nelle adolescenti in età fertile, ma l’analisi statistica dei dati ha rilevato un netto aumento della incidenza e della gravità del quadro proprio nelle giovanissime che avevano adottato quel modello di regime dimagrante, con un sicuro collegamento causa-effetto.

E’ dunque bene che si sappia che dimagrire “dissociando” a lungo, senza controllo medico e senza provvedere alle eventuali integrazioni mirate, è sconsigliabile in generale, e a maggior ragione lo è in una età così giovane.