Sappiamo che controllare e normalizzare il proprio peso è importantissimo per proteggere la salute. Purtroppo, però, nella società italiana di oggi, sovrappeso e obesità interessano ormai tutte le fasce di età e più del 45% della popolazione complessiva.

 

Il buon senso e l’esperienza clinica ci dicono che la massima parte di coloro che sono in queste condizioni potrebbero alleviare o risolvere il problema semplicemente svolgendo una vita fisicamente più attiva, per contrastare l’epidemia di sedentarietà che è tipica della odierna società, e riducendo l’apporto calorico, ossia mangiando di meno ma di tutto e privilegiando i cibi di grande volume e bassa densità energetica, come gli e certi tipi di frutta.

 

Semplicissimo, in teoria. Nella realtà, invece, il settore delle diete dimagranti, essendo redditizio e molto di moda, è letteralmente infestato da dietologi improvvisati (secondo una recente indagine su 14.000 “dietologi” ben 11.000 non hanno né le competenze né i titoli necessari per svolgere tale attività) i quali spesso, all’insegna del “tutto e subito”, divulgano le teorie più irrazionali e clamorose, distogliendo l’attenzione dalle vie suggerite dalla logica e dalla scienza. Questi “dimagratori” in servizio permanente effettivo, pur di ottenere quel rapido calo di peso che tanto soddisfa i pazienti meno avvertiti, propongono una serie di “scorciatoie” consistenti in metodologie e diete severe e squilibrate, spesso corredate da nomi esotici, quali le diete iperproteiche spinte che aboliscono i carboidrati, il pericoloso digiuno idrico integrale, le assurde diete monocibo, le diete che escludono intere classi di prodotti sulla base di inaffidabili test per le intolleranze alimentari (le quali ben poco hanno a che fare con l’aumento del grasso corporeo), ecc.

 

E la ricerca un po’ folle della soluzione miracolosa porta inevitabilmente anche al proliferare di “integratori dimagranti” del tutto inefficaci nonché purtroppo alla somministrazione, rischiosa quanto redditizia per chi la propone (anche attraverso la vendita su Internet!) , di miscele di farmaci spesso spacciate per capsule omeopatiche o di erbe: inutili, se va bene, ma dannose nella maggior parte dei casi.

 

Questi metodi, scorretti e diseducativi, non risolvono mai il problema, e, se a volte permettono un calo iniziale di peso fin troppo rapido (a spese soprattutto dell’acqua corporea e dei tessuti magri: una bilancia che scende non mi garantisce che il metodo scelto sia accettabile!), favoriscono immancabilmente recuperi altrettanto rapidi e spesso ancor più cospicui, con ripercussioni sia sul piano dell’umore e del morale che su quello fisico e del metabolismo (ad esempio, modificando la composizione corporea con indesiderati aumenti della massa grassa).

 

Ma “l’industria del dimagramento” ci spinge all’errore anche in altri modi: pensiamo a certe adolescenti dalla taglia atletica che si alimentano male o addirittura digiunano per adeguarsi ai dettami della moda, oppure a persone in età matura che inseguono insensatamente il peso dei 20 anni, che per loro non è ormai più il peso “desiderabile”.ecc. Alla base di questi errori di valutazione della propria struttura e taglia fisica e dei giusti rapporti che devono esistere fra massa magra e massa grassa in relazione al sesso e all’età c’è naturalmente la scarsa cultura specifica che deriva dalla mancanza di una educazione alimentare nella nostra scuola e nella nostra società.

 

Eppure basterebbe avere il buon senso di richiedere i consigli di un medico esperto in alimentazione, o anche del proprio medico di famiglia, per sapere come comportarsi e per evitare di farsi abbagliare dalle mode del momento, anche se presentate da canali apparentemente ufficiali, quali TV e giornali. Mode, appunto,che però inducono fin troppe persone ad adottare comportamenti alimentari che possono nuocere alla salute.