Quante volte decidiamo di dimagrire attraverso diete fai da te che ci prescriviamo da soli? Ma quanto coscienti dei pericoli che si nascondono dietro regimi alimentari auto imposti in modo arbitrario?

 

Chi si auto prescrive una dieta dimagrante ricorre molto spesso a regimi composti quasi esclusivamente da alimenti proteici e praticamente privi di carboidrati.

Questi modelli dietetici, disapprovati da tutte le Società Scientifiche che si occupano seriamente di nutrizione oltre che dalla OMS e dalla FAO, non solo risultano inadatti a impostare nuove e corrette abitudini alimentari per il futuro, ma comportano anche, se seguite a lungo, una serie di pericoli per la salute.

In concreto, di quali pericoli si tratta? La Associazione Americana dei Cardiologi (American Heart Association) li sintetizza così:

 

  • squilibrio alimentare da insufficiente introduzione di nutrienti ad azione protettiva quali vitamine, minerali, sostanze antiossidanti e fibra;

 

  • un superlavoro per fegato e reni, a causa dell’aumentata quantità di scorie azotate;

 

  • una maggiore probabilità che aumentino colesterolo e LDL colesterolo (quello cattivo), pressione arteriosa (troppo sodio e poco potassio, calcio e magnesio) e uricemia (troppe basi puriniche);

 

  • maggior rischio di osteoporosi (per la aumentata perdita urinaria di calcio provocata dalla acidosi) ed anche di alcuni tumori, a causa del minor consumo di frutta, ortaggi, legumi e cereali integrali;

 

  • rischio che un diabete eventualmente presente progredisca, a causa di una ridotta funzionalità del rene (fare attenzione alla proteinuria!).

 

E’ chiaro che si tratta di “rischi”, che per fortuna non sempre si concretizzano o lo fanno solo in parte. Ma la domanda è sempre quella: vale la pena di correrli quando lo stesso risultato (la perdita di peso a spese della massa grassa) è possibile ottenerlo in una maniera non solo più corretta per il nostro organismo ma anche più utile per la successiva conservazione del dimagramento realizzato?