Sebbene sia vero che gli spinaci freschi contengono molto ferro (circa 3 mg per 100 grammi di prodotto, per un fabbisogno giornaliero che varia dai 10 ai 18 mg nell’adulto), bisogna tener presente che solo una piccola frazione di questo ferro (intorno al 2%) viene assorbita dal nostro intestino, mentre la maggior parte rimane nel lume intestinale e viene eliminata con le feci.

 

Pertanto i soggetti che sono affetti da anemia da carenza di ferro (situazione particolarmente frequente nelle donne in età fertile, i cui fabbisogni in ferro sono circa doppi di quelli degli uomini della stessa età), e per i quali è quindi consigliabile aumentare l’assunzione abituale di questo minerale con gli alimenti, debbono preferibilmente consumare prodotti ricchi di ferro più facilmente biodisponibile, prime fra tutti le carni. Nella carne, infatti, la biodisponibilità del ferro è moto alta, ed è valutabile intono al 20%.

 

Ma non basta. Consumare carne migliora il bilancio del ferro anche attraverso un ulteriore meccanismo, in quanto ha l’effetto di aumentare fino a 5 volte la biodisponibilità del ferro contenuto negli spinaci o in altre fonti vegetali.

Va ricordato che anche la contemporanea presenza di vitamina C provoca un aumento della biodisponibilità del ferro. Di conseguenza, per fare qualche esempio pratico, l’aggiunta del succo di limone alla fetta di carne e l’inserimento della frutta fresca alla fine del pasto appaiono provvedimenti assai razionali e consigliabili dal punto di vista della copertura dei fabbisogni relativi a questo minerale.